Sviluppiamo ricerche scientifiche allo scopo di valorizzare il potenziale umano con particolare attenzione alla vulnerabilità evolutiva.

Le nostre ricerche:

Abilità numeriche

La ricerca ha dimostrato che le abilità numeriche sono innate e che anche nella tenera età, se potenziate, possono fornire le basi per l’acquisizione di abilità e concetti matematici utili nell’apprendimento matematico.

I prerequisiti delle abilità numeriche possono essere ricondotti a quei domini numerici (semantici, lessicali e pre-sintattici) che fin dall’asilo nido e dalla scuola dell’infanzia dovrebbero essere potenziati.

 

Anche i nostri studi hanno dimostrato che le esperienze precoci nella vita di un bambino hanno un impatto maggiore sulla traiettoria di sviluppo delle abilità di calcolo. L’intento delle nostre ricerche è verificare quali metodologie didattiche facilitino gli apprendimenti, e indagare la relazione esistente fra strategie, domini e trend evolutivi.

Musica e Cervello

Dalla nascita i neonati fanno esperienza con la musica principalmente attraverso le relazioni sociali. I genitori e generalmente tutti i caregivers, nonni compresi, cantano ai loro neonati un repertorio di canzoni, ognuna delle quali viene cantata ripetutamente. Dalle ricerca risulta che i neonati sembrano preferire il canto della madre piuttosto che il linguaggio materno. Il canto della madre infatti ha effetti più sostenuti sull’attivazione fisiologica del bambino rispetto al linguaggio materno.

Infine diversi studi hanno dimostrato che le emozioni dovute ai brani musicali stimolano il nostro organismo anche in sistema di ricompensa, di piacere e di gioia o di tristezza. Pensiamo anche al momento del riposino nella prima infanzia in tutto il mondo, in tutte le culture, i genitori cantano ai loro bambini una ninnananna. I bambini sono attratti dal canto materno perchè questo trasmettere diversi messaggi affettivi.

Anche imparare a suonare uno strumento musicale è una funzione ad altissimo potenziale nella neuro plasticità dello sviluppo, migliora la sensibilità uditiva ma anche le abilità linguistiche, motorie e di ragionamento nei bambini. La nostra ricerca mira a verificare quali sono gli effetti della musica sui nostri domini cognitivi ed emotivi.

Emozioni

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi; la loro funzione ha una valenza evolutiva e consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo.

La letteratura scientifica tende a separare il concetto di “emotion” (emozione, dal latino: e-movere=muovere fuori), riferito al l’attivazione fisiologica del corpo, da quello di “feeling” (sentimento, etimologia: dalla parola sentire) utilizzato per indicare l’elaborazione psicologica connessa all’emozione (Berridge 2018). Questi due aspetti delle emozioni sono comunque intrinsecamente interconnessi. Sarebbe un errore considerare l’attivazione fisiologica come processo esclusivamente inconscio e il processamento psicologico come processo completamente cosciente. 

Studi eseguiti con la misurazioni di variabili fisiologiche quali la conduttanza cutanea ci mostrano come l’attivazione fisiologica possa avvenire sia consapevolmente che inconsapevolmente (Tooley et al 2017), mentre studi comportamentali ci mostrano come il processamento psicologico implicito delle emozioni possa influenzare in modo subliminali le nostre decisioni e preferenze (Winkielman & Gogolushko 2018).

Prerequisiti dell'apprendimento

Per imparare a leggere, scrivere e far di conto sono indispensabili alcune sotto-abilità di base, che ci permettono poi di sviluppare una competenza generale nel sua massima evoluzione.

Quando parliamo di prerequisiti dobbiamo fare diverse distinzioni in quanto le diverse condizioni di carattere generale possono interessare unitariamente diversi tipi di apprendimento, come per esempio la funzione di percezione visiva, uditiva, la memoria, il linguaggio, ecc., da quelle specificazioni delle abilità di base che interessano in modo più diretto determinate abilità.

Ogni bambino ha i suoi tempi di sviluppo di queste abilità ma esistono delle finestre evolutive che ci permettono di potenziare e migliorare il loro sviluppo.
Per questo il nostro intento è quello di verificare quali metodologie didattiche migliori per

Prima infanzia

La plasticità neuronale rappresenta la facoltà del cervello di modificarsi continuamente in rapporto alle diverse esperienze.

Possiamo affermare dunque che il cervello è praticamente identico in tutti gli umani, quello che ci diversifica sono le reti neuronali che determinano la nostra individualità.Questo accade appunto perché le reti neuronali si costruiscono in ogni singolo individuo sulla base delle esperienze e, più in generale, delle informazioni e che arrivano dall’ambiente.

La plasticità è massima in epoca embrio-fetale e nei primi anni della vita post-natale: ecco perché oggi si afferma che i primi 1000 giorni sono i più importanti per lo sviluppo fisico e mentale di ogni bambino. E questo significa, in ultima analisi, grande responsabilità per tutti coloro che hanno un ruolo significativo nella vita del bambino: genitori e familiari in primis, insegnanti e operatori socio-sanitari in seguito. Il nostro lavoro di ricerca mira a verificare come genitori e insegnanti possono agevolare questa fase di sviluppo.

Domande?

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Saremo lieti di risponderti quanto prima.